Sanità elettronica: Tarquini (Ministero per le riforme nella PA) fa il punto sullo stato del programma di digitalizzazione avviato nel 2004

Medico on-line, referti medici via Internet, cartelle cliniche digitali? E’ questo l’obiettivo della digitalizzazione della Sanità, che promette maggiore efficienza e vicinanza al cittadino. Per coordinare e sostenere l'attuazione del Piano per la Sanità Elettronica , già dall'ottobre del 2004, è stato costituito il Tavolo di lavoro permanente per la Sanità Elettronica (TSE).

 

Il TSE ha compiti precisi di confronto e consultazione tra le Regioni, le Province autonome e l'amministrazione centrale, per l'armonizzazione delle politiche della Sanità Elettronica e l'attuazione dei piani d'azione nazionale e regionali. Nel marzo 2005 il TSE ha tracciato un primo documento programmatico per l'innovazione digitale nei sistemi socio-sanitari locali con la "Politica condivisa per la Sanità Elettronica " ed oggi ha già all’attivo alcuni progetti pilota.

 

Le tecnologie

“La situazione in Italia - dice Paola Tarquini , Ufficio Studi e Progetti per l’Innovazione Digitale del Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie.- del programma di digitalizzazione in Sanità, evidenzia i primi risultati del progetto dei Servizi in Rete per i MMG e i Pediatri, che è iniziato intorno al 2004 con l’obbiettivo di creare le infrastrutture informatiche e di trasmissione dati per i medici di base e di realizzare il Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino. Calandoci nella realtà sanitaria regionale e individuando i punti di forza delle reti già realizzate, abbiamo cercato e cerchiamo di armonizzare e supportare i progetti regionali e interregionali. C’è, infatti, bisogno di una “governance” e il TSE, appunto, ha il compito di mettere a confronto le esperienze regionali per poter elaborare una strategia generale e linee guida comuni. Alla base del progetto c’ècomunque – prosegue Tarquini - un’architettura di riferimento per le Regioni e per i progetti di interoperabilità ed è basata su SPC standard; diverse Regioni aderenti al progetto ICAR hanno utilizzato l’esperienza maturata per la realizzazione dell’infrastruttura digitale di supporto ai progetti di Sanità Elettronica, con l’obbiettivo di giungere al Fascicolo Sanitario Elettronico, che è l’oggetto virtuale di riferimento."

 

"Tuttavia – afferma Tarquini - se la realizzazione del FSE richiede ancora del tempo, perché stiamo definendone i contenuti, si sta già tracciando il percorso per la definizione di alcune componenti del Fascicolo, come la scheda sanitaria individuale ed il referto digitale. Il risultato finale darà vantaggi importanti per la gestione del paziente e la messa in sicurezza dei dati sanitari. Disporre di un Fascicolo Sanitario Elettronico vuol dire, infatti, avere la possibilità di raccogliere in una visione unitaria i documenti clinici della storia sanitaria di ognuno di noi e, quindi, possedere uno strumento di informazione essenziale per i professionisti che lo devono utilizzare e per il cittadino stesso".

 

"Stiamo proseguendo – continua Tarquini - nello sviluppo del progetto di Rete dei MMG, che, ad oggi, coinvolgenove regioni del sud, con l’obiettivo di un ulteriore livello di complessità, cioè quello di raccordare le informazioni afferenti al medico di base, comprese quelle provenienti dalle strutture ospedaliere e di laboratorio. Nel contesto della Sanità Elettronica si inscrive anche il progetto pilota di Telepatologia oncologica realizzato in Sardegna e Calabria, e quello di distribuzione di carte operatore per la diffusione della firma digitale presso gli operatori sanitari. Il programma ha ricevuto in passato finanziamenti cospicui, pari a circa 100 milioni di Euro, di cui circa il 30% dalle Regioni, che devono attuare i progetti. Ogni regione ha esperito proprie gare e i primi prototipi del progetto di Rete dei MMG della Puglia, della Sardegna e della Basilicata sono già stati presentati.Per raccordare le iniziative di Sanità Elettronica con quanto già realizzato nelle regioni del Nord – chiarisce Tarquini - stiamo, invece, mettendo a punto un accordo perun progetto comune, con il coinvolgimento di 10 regioni (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento,Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Sardegna), per l’interoperabilità dei sistemi regionali di Fascicolo Sanitario Elettronico".

 

"Lo scopo è quello di consolidare le esperienze già maturate a livello locale e di disporre di una struttura federata della Sanità elettronica rispettosa delle realtà regionali e in linea con quanto si sta realizzando a livello europeo. L’accordo infatti è di supporto al progetto pilota europeo per l’eHealth lanciato dal programma CIP del 2007,che prevede lo sviluppo dellae-Prescription e del Patient-summary, a cui partecipa anche l’Italia, rappresentata dalla Regione Lombardia. La Sanità Elettronica – conclude Tarquini - può dare al governo clinico un apporto significativo, perché permette di condividere e recuperare informazioni, ricostruire la storia clinica del paziente, ridurre il rischio di errore. Si tratta di dati che il medico deve comunque sempre interpretare in base alle sue competenze professionali e cliniche. L’e-Health è solo uno strumento in più, che potrà mettere a disposizione del medico una mole di dati e di informazioni decisamente più copiosi e precisi rispetto al passato”.

11 giugno 2008 - (e-Health)

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