Swift: approvato accordo Ue-Usa su trasferimento dati bancari. Soddisfatto Obama, ma la sinistra annuncia ricorso a Corte di giustizia

Il Parlamento europeo ha approvato giovedì, con 484 voti a favore, 109 contrari e 12 astensioni, la nuova versione dell'accordo antiterrorismo sul trasferimento dei dati bancari verso gli Stati Uniti (SWIFT). Rispetto all'accordo precedente, respinto dai deputati 4 mesi fa, sono state apportate alcune modifiche sostanziali, tra cui la creazione di un sistema europeo equivalente al Terrorism Finance Tracking Programme" (TFTP) nord americano per porre termine ai trasferimenti dei dati bancari non effettuati su basi individuali. L’accordo, che sarà operativo dal 1° agosto per una durata di cinque anni e, in seguito, sarà rinnovabile su base annua, non copre il trasferimento dei dati...

Google: 'Premeditata' l'intercettazione dei dati Wi-Fi raccolti per Street View. Il Connecticut guida esercito di 30 'perseguitati'

Non ci sono più dubbi, ‘Google sapeva e non ha fatto niente per evitare le intercettazioni di dati sensibili e privati’. Ed è su questa certezza ‘provata’ da elementi che il gruppo inglese Privacy International ha tirato fuori anche da un rapporto stilato da Stroz Friedberg e finanziato dallo stesso Google nell'ambito di una investigazione interna, che i giuristi di 30 Paesi si stanno muovendo per accertare le violazioni compiute dal noto motore di ricerca nell’ambito dell’operazione di mappatura fotografica delle strade di tutto il mondo. Circa 600 gigabyte di dati sensibili e privati catturati dagli operatori di Google sin dal 2007. Da qui, centinaia di denunce e l’avvio di ...

Privacy: proseguono le denunce contro Google. E mentre l’Australia attacca, la Turchia ‘per ragioni legali’ impedisce l'accesso ad alcuni servizi

Dopo Italia, Spagna, Francia e Germania, anche l’Australia, secondo il sito web del Guardian, avvia una sua indagine sulle possibili violazioni della privacy da parte di Google. Infrazioni, che nel particolare, riguardano le rilevazioni di dati sensibili e privati captati dalla ‘google cars’ attraverso connessioni internet senza fili (Wi-Fi) non protette. Continua a creare tensione, dunque, l’idea della campagna di mappatura delle strade delle varie metropoli, e a preoccupare il materiale attestato in circa 600 gigabyte di dati personali intercettati dagli operatori di Google e che verranno ora condivise con i governi europei. Questa, infatti, la decisione presa dal...

Privacy. Google cede alle Autorità di Germania, Spagna e Francia: fornirà i dati raccolti dalle Google Cars per Street View

Google prende coscienza degli ‘errori’ commessi e decide di fornire ai governi europei i dati impropriamente raccolti dalle ‘Google Cars’ in giro per il mondo a catturare le immagini da inserire in Street View per indicizzare tutte le categorie di dati provenienti da reti Wi-Fi pubbliche. Si tratterebbe di circa 600 gigabyte di dati personali, frammenti di informazioni private scambiate dagli internauti e ‘inavvertitamente’ intercettate, da oltre tre anni, dagli addetti di Google incaricati a catturare immagini utili al servizio di mapping online. Operazione questa che è costata al popolare motore di ricerca non pochi guai giudiziari. Oggi la svolta e la decisione annunciata sulle...

Privacy: arriva il ‘si’ del Garante nella gestione del traffico internet da parte dei provider

Il Garante per la privacy ha recepito i suggerimenti evidenziati nella soluzione pensata dai Provider per i Provider e sulla questione dell’incompatibilità degli adempimenti in materia di dati di traffico telefonico e telematico con le possibilità economiche dei provider di piccole e medie dimensioni, ha dato il suo parere di conformità. Nello specifico, con questa soluzione, ai piccoli e medi operatori, soci e non di Assoprovider, verrà data la possibilità di adeguarsi alla normativa a prezzi orientati al costo, e alla normativa di essere una volta tanto applicabile a tutti i livelli e nell'interesse del Paese. Un traguardo importante collegato alla normativa già vigore dal 15 dicembre 2009 alla quale tutti gli...

Privacy: fallito il 'Quit Facebook Day', mentre in Australia proseguono le indagini sulle violazioni di Facebook e Google

La prima giornata di sciopero indetta per protestare nei confronti della gestione della privacy su Facebook, e che si doveva sviluppare attraverso la cancellazione in massa dei tanti utenti del maggiore social network al mondo, per lanciare un segnale forte di malcontento nei confronti dell’azienda, non ha prodotto i risultati sperati e il ‘Quit Facebook Day’ si è, a sorpresa, trasformato in un vero e proprio flop. Su Quitfacebookday.com, il contatore si è, infatti, fermato a 34.025 adesioni, pari a meno dello 0,01% del totale dichiarato di utenti Facebook nel mondo. Percentuale decisamente bassa rispetto al raggruppamento di utenti annunciato, e che i promotori dell’iniziativa sperano...

Privacy: Facebook cambia ancora. EFF soddisfatta ma ancora tanto da fare per la tutela degli utenti

In risposta alla raffica di critiche e dopo un lungo dibattito interno, Facebook ha annunciato una serie di cambiamenti alle impostazioni sulla privacy. Le modifiche sono state immediatamente valutate dalla Electronic Frontier Foundation (EFF) che le considera “un buon passo avanti”, ma non ancora sufficienti a dare agli utenti del sito un controllo ottimale sui loro dati. “Abbiamo ancora alcuni dubbi sostanziali sulla quantità di informazioni che Facebook scambia con le applicazioni di terze parti e i siti web”, ha spiegato EFF, che consiglia, in ogni caso, di non scegliere le impostazioni raccomandate dal sito. “Speriamo quindi che questo sia solo un primo passo, e non l’ultimo, verso una dimensione più...

Privacy: i Garanti Ue contro i motori di ricerca. 'Non rispettano la Direttiva europea sulla protezione dei dati'

Ancora una volta, i principali motori di ricerca online sono finiti nel mirino delle Autorità europee per il mancato rispetto delle norme Ue sulla privacy. Il Gruppo Article 29 Data Protection, costituito dai rappresentati delle 27 autorità nazionali Ue per la privacy, sostiene infatti che i metodi utilizzati da Google, Yahoo! e Microsoft per rendere anonimi i dati di ricerca degli utenti, non sono ancora conformi alla Direttiva Ue 95/46/CE sulla protezione dei dati. Il Working Group europeo, pur riconoscendo gli sforzi fatti dalle 3 società americane per allinearsi alle norme europee, ha inviato loro una lettera per spingerli a ricorrere a un revisore esterno al fine di verificare l’efficacia del...

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